Rosa e Menta

Due dei profumi intensi che mi dan il buongiorno ed il bentornata a casa. Non un vero giardino, un pratino spontaneo che ho solcato con le gomme dell'auto. C'è del verde che non curo, un pergolato di uva che presto crescerà creando dell'ombra, non per merito mio. Nulla nel verde davanti alla mia porta è merito mio. Ci sono delle rose, degli iris e tanta profumatissima menta. Lei mi saluta appena le passo vicino, si lascia staccare senza opporre resistenza ed infilare nel bocchettone dell'aria dentro la macchina. Chissà perché una cosa così bella ha la stessa trascrizione dell'imperativo di seconda persona plurale del verbo mentire. Eppure non è affatto bugiarda. Lei le sue foglie larghe, quella promessa mantenuta di freschezza, autentica e fedele a se stessa.
Non malva curativa, non basilico da pestare solo menta. La tengo lì fra i denti, lei che per prima vince il gelo delle nevicate ed orgogliosa dice "sono ancora qua!" infestante e resistente alla mia indifferenza botanica. La ammiro, cara pianta che tutti i passanti del mio giardino affascina e saluta. Ed anche se viene brutalmente saccheggiata, foglia dopo foglia ricostruisce più rigoglioso il suo spazio mentre le rose lì vicino la stanno a guardare, cedendo i loro petali dopo il ciclo del nascere e sbocciare.

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