E tutto diventa leggero. E tutto diventa palpito.
Den e quel suo profumo d'infinito.
Un infinito che accarezzi, che sfiori col fiato sospeso, che speri, di più, che credi di avere a portata di mano, e che invece è sfuggevole come sabbia fra le dita...
Sabbia che veste la spiaggia, sassi piccolissimi nati chissà dove, parti di immense montagne fra pioggia e correnti.
Sfugge via il senso dell'immenso solo a chi ne percepisce la presenza.
Chi lo teme chiude la sabbia in clessidre.
Chi lo ama si fa sabbia per giocare con le onde.
Den Mazzolini e Irene Spadaro
Tutto questo nasce sulla bacheca di Dennis, pensavo di essere fuori luogo e lui mi ha restituito il coraggio della condivisione artistica, pubblicando la risposta che timidamente ho scritto in forma privata.
L'arte non è mai fuori luogo (Den Mazzolini)
Semplice sapienza
Vestì i suoi sandali per recarsi dal Maestro.
"Mi sono ferito"
Senza indugio il Maestro consigliò acqua e sale.
"Mi sono fatto male, sono tutto un dolore"
Preciso il Maestro lo esortò ad esprimersi meglio, sfruttare al meglio ogni minuto che il Maestro gli stava offrendo indicandogli nell'arnica la via per il suo benessere.
Si congratulò con l'allievo per la raggiunta capacità di cercare in se stesso la causa del male nei suoi sintomi, ricordandogli che silenzio e digiuno sarebbero sicuramente stati utili per rafforzarlo nel suo cammino. Infine il Maestro scelse dal suo sapiente cuore una frase, quella che per il Maestro era ciò che realmente necessitava ascoltare.
Ringraziò salutando come di dovere.
Corse a perdifiato a casa di un amico semplice.
Quello sentì i passi frenetici a distanza e gli aprì la porta prima che potesse bussare.
Senza chiedere, spiegare, aggiungere lo abbracciò.
Lost and Found
Gettava distrattamente l'occhio sul cronografo che aveva in mano, appoggiando le spalle al muro.
Il nastro trasportatore rullava il suo lavoro e gli altri compagni di volo prelevavano con garbo variabile il proprio bagaglio.
Rimase solo la sua valigia a proseguire la passerella fino al totale arresto del nastro.
Attese e attese ancora.
Altri voli altre valige vennero caricate nel medesimo serpentone nero a scaglie. La polizia notò quell'insolito stazionamento e la raggiunsero per accertarsi delle sue intenzioni.
Guardò il cronografo stoppandolo finse un malore.
Quanto tempo occorre per sapere che quel bagaglio che ti sei portata finora d'appresso non appartiene più al tuo viaggio?
Il nastro trasportatore rullava il suo lavoro e gli altri compagni di volo prelevavano con garbo variabile il proprio bagaglio.
Rimase solo la sua valigia a proseguire la passerella fino al totale arresto del nastro.
Attese e attese ancora.
Altri voli altre valige vennero caricate nel medesimo serpentone nero a scaglie. La polizia notò quell'insolito stazionamento e la raggiunsero per accertarsi delle sue intenzioni.
Guardò il cronografo stoppandolo finse un malore.
Quanto tempo occorre per sapere che quel bagaglio che ti sei portata finora d'appresso non appartiene più al tuo viaggio?
Soul OGM free
Qualcosa di buono ho seminato. Non calpesterò il raccolto solo perché è nato bitorzoluto secondo i canoni del mercato. Sono gli stessi regolamenti che fanno fiorire Monsanto e le sue porcherie industriali. Esistono OGM anche nello Spirito. Una alla volta, dopo averla osservata, verrà allontanata dal campo dei miei talenti. Quel che genera felicità resterà con me, tutto il resto mi intossica. Il seme di laboratorio perde il suo diritto di deridere il seme di campo che da millenni conosce i terreni e le stagioni, la saggezza e la gioia.
Eco dalle Antenate
Spiragli di luce, estro creativo, gioia e bellezza guizzano dalla crepa generata nel buio fitto.La fatica è tanta, mi sento poca poca cosa, disidratata per lo sforzo.
Affamata di luce tengo gli occhi puntati su quello spiraglio.
Una luce così intensa che però mi sta accecando.
Le ossa in un'Eco distinto veicolano un suono ancestrale:
sposta quella montagna per risorgere
Richiamo la forza di tutti i miei muscoli, ma quel masso enorme lancia su di me le sue tenebrose bende che mi stritolano, mi accalorano senza fuoco, la vita, le cosce, il petto, le mani. Si muovono con fare sinuoso e incantatore. I loro nomi sono "non sai, ignorante, incapace, taci,obbedisci"
ma bisbigliano tutte la stessa parola con voci diverse:"te lo dico per il tuo bene".
ma bisbigliano tutte la stessa parola con voci diverse:"te lo dico per il tuo bene".
Iniziano bendarmi gli occhi, con cui finora, ero riuscita a respirare. Voglio con tutta me stessa rispondere a quell'Eco, genuino messaggio più grande della montagna che mi adombra, più grande del Cosmo.
Madri mie, mie antenate,
ridate luce dei miei occhi
ridate luce dei miei occhi
Vita a questo ventre che si sta inaridendo.
Per essere il dono che sono cosa devo fare?
Non ho forze, non ho vita, come posso spostare quella montagna?
E l'Eco squarciò il calore delle bende che smisero di stringere pur restandomi addosso. Chiaro e distinto, dal mio sesso al Cuore, ferma e dolce risuonò la voce:
Danza alla vita
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