Soul OGM free
Qualcosa di buono ho seminato. Non calpesterò il raccolto solo perché è nato bitorzoluto secondo i canoni del mercato. Sono gli stessi regolamenti che fanno fiorire Monsanto e le sue porcherie industriali. Esistono OGM anche nello Spirito. Una alla volta, dopo averla osservata, verrà allontanata dal campo dei miei talenti. Quel che genera felicità resterà con me, tutto il resto mi intossica. Il seme di laboratorio perde il suo diritto di deridere il seme di campo che da millenni conosce i terreni e le stagioni, la saggezza e la gioia.
Eco dalle Antenate
Spiragli di luce, estro creativo, gioia e bellezza guizzano dalla crepa generata nel buio fitto.La fatica è tanta, mi sento poca poca cosa, disidratata per lo sforzo.
Affamata di luce tengo gli occhi puntati su quello spiraglio.
Una luce così intensa che però mi sta accecando.
Le ossa in un'Eco distinto veicolano un suono ancestrale:
sposta quella montagna per risorgere
Richiamo la forza di tutti i miei muscoli, ma quel masso enorme lancia su di me le sue tenebrose bende che mi stritolano, mi accalorano senza fuoco, la vita, le cosce, il petto, le mani. Si muovono con fare sinuoso e incantatore. I loro nomi sono "non sai, ignorante, incapace, taci,obbedisci"
ma bisbigliano tutte la stessa parola con voci diverse:"te lo dico per il tuo bene".
ma bisbigliano tutte la stessa parola con voci diverse:"te lo dico per il tuo bene".
Iniziano bendarmi gli occhi, con cui finora, ero riuscita a respirare. Voglio con tutta me stessa rispondere a quell'Eco, genuino messaggio più grande della montagna che mi adombra, più grande del Cosmo.
Madri mie, mie antenate,
ridate luce dei miei occhi
ridate luce dei miei occhi
Vita a questo ventre che si sta inaridendo.
Per essere il dono che sono cosa devo fare?
Non ho forze, non ho vita, come posso spostare quella montagna?
E l'Eco squarciò il calore delle bende che smisero di stringere pur restandomi addosso. Chiaro e distinto, dal mio sesso al Cuore, ferma e dolce risuonò la voce:
Danza alla vita
L'erba voglio
Ne ho cantate di preghiere a cieli falsi e inutili
implorando sole a chi rispondeva sempre "adesso no".
Con l'anima che sbatteva contro veli di ipocrisia
duri come pietre sui desideri e l'armonia.
Balbettavo quel cinguettio di generosità
e finché è comodo ricevevo dei "vieni qua".
Poi tanta scienza a dirmi come essere e come no
a tutte le mie domande con il corpo rispondeva "boh"
Un dolore fra le ossa chiede di muovermi ancora
di non aspettare la bonaccia dell'aurora.
Saranno la tenebra e la luna a vestirmi le spalle ed i capelli
raccolgo dalle ciglia i miei amabili frutti più belli.
Voglio arrivare al nord passando da sud
voglio credere a quei talenti che ho sotterrato
Si lo voglio, mentre serpeggi nella mia testa a mordermi il cuore.
Indolenzita fin dentro per quello che ho accettato di cedere
piagata alle ginocchia, negli occhi io voglio credere!
implorando sole a chi rispondeva sempre "adesso no".
Con l'anima che sbatteva contro veli di ipocrisia
duri come pietre sui desideri e l'armonia.
Balbettavo quel cinguettio di generosità
e finché è comodo ricevevo dei "vieni qua".
Poi tanta scienza a dirmi come essere e come no
a tutte le mie domande con il corpo rispondeva "boh"
Un dolore fra le ossa chiede di muovermi ancora
di non aspettare la bonaccia dell'aurora.
Saranno la tenebra e la luna a vestirmi le spalle ed i capelli
raccolgo dalle ciglia i miei amabili frutti più belli.
Voglio arrivare al nord passando da sud
voglio credere a quei talenti che ho sotterrato
Si lo voglio, mentre serpeggi nella mia testa a mordermi il cuore.
Indolenzita fin dentro per quello che ho accettato di cedere
piagata alle ginocchia, negli occhi io voglio credere!
Mazinga
Primi minuti del risveglio ed in testa una canzone dell'infanzia nella parte che fa "non conosce la paura né sa il dolore che cos'è, lotta cade si rialza e sempre vincerà".
Subito si sono affiancati i volti di tutti coloro che ogni giorno sanno benissimo cosa è il dolore e la paura e nonostante queste forze aumentino la viscosità del terreno e trasformino un terreno soffice in sabbie mobili, lottano, cadono e si rialzano. In questo già la loro vittoria.
Quarto Caffè
Quarto caffè e pare proprio che non riesca a svegliarmi. Cado senza tonfo fra le immagini fluenti dei tuoi tratti, di come il vento ti pasticcia la chioma e tu sorridi. Aumenta di tazza in tazza la quantità di caffeina per destarmi dal continuo sogno del tuo profumo, ne fuggo attratta, danzo e canto al muoversi di qualsiasi tuo gesto. Parliamo per ore ma se ti sfioro riprendo a sognare, richiudo gli occhi per riaprirli nell'immenso che abita gli abbracci dal respiro differenziato. La tazza comprata in Spagna mi riporta ai viaggi senza biglietto fatti fra le tue storie e il tuo tepore. Finito il caffè vedo il fondo, leggo la realtà, mi arrendo, non sto sognando è tutto vero.
Quanto sei bello mi splendido geranio.
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