Persefone

Tania Govoni scrive sul suo profilo "Persefone se l'hai fatto per errore sei stata una sciocca, se l'hai fatto perché ti eri affezionata ad Ade invece hai tutto il mio supporto, nonostante il fatto che a breve farà freddo". Ho dato del mostro ad Ade e lei ha ribadito l'idea che preferisce la visione della scelta d'amore. 
Volevo scriverle la risposta ma le righe si sommavano tanto da diventare questo post. 
Ehm...giusto per tigna, come lo chiameresti uno che vive in ambiente sulfureo, che passa tutto il giorno a dare il tormento in eterno a chi ha sgarrato, che fa talmente schifo da dover complottare con il priapo metamorfico dell'Olimpo più noto come Zeus, per organizzare il rapimento con stupro di una creatura innocente che fino ad un attimo prima era solo la figlia di sua sorella Demetra? Dicendogli mostro, gli ho fatto un complimento.

Asciugamano

Come saggiamente consiglia la Guida Galattica per Autostoppisti "devi sempre sapere dove è il tuo asciugamano". Anche piccolo, in qualsiasi stagione è sempre meglio averne uno. Li preferisco in spugna di cotone, per quanto mi sia lasciata sedurre da un pannetto in microfibra troppo associabile all'accessorio per detergere le rubinetterie di casa per conquistare la mia affezione. Quando preparo casa per qualcuno di molto speciale in grado di apprezzarli, tiro fuori gli asciugamani di lino. Nel laboratorio teatrale su "Gli uccelli" che ha preceduto la presenza di Teatra'ndo Vai sul palco del Festival della Commedia Antica IV ed. Marina Mazzolani (regista) ci ha chiesto di portare in scena un bagaglio che parlasse di noi. Così il mio zaino da lunghi viaggi e traslochi era pieno di asciugamani.

Pioppe-Sibano. Camminata della pace.

Camminare per la pace. Di quali sostanze è fatta la pace? La più celebre Perugia - Assisi adesso ha un'altra sorella di passi la Pioppe - Sibano. Una tratta ciclo pedonabile, con i sassi del fiume come lastricato. Come il cammino per la pace, va fatto a piedi senza scappatoie per potersi rendere l'itinerario comodo. Sassi, terra, erba alta e fiume che canta e cammina. Pause per leggere alcuni pensieri che hanno riattivato i sentieri di pace dentro le mie azioni. Don Arrigo ha scelto Ghandi per far ripartire la marcia. Altri brani, nessuno cattolico. Si canta, ci sono dei bambini. Conosco quei brani, sembrano appartenere ad una vita che ho lasciato insieme alla Sicilia. La candela che mi è stata offerta è viola. Un colore con cui io non faccio pace.

Voce incapace

Non sono un soprano, una voce che emoziona fino alle lacrime quando la senti, non lo sarò mai. Non sono un venditore, non lo sarò mai. Ultime prove sabato pomeriggio prima di andare in scena alla sera. Solo quattro minuti di performance per sostenere il fondo di solidarietà del Comune, la forma per il pubblico di un esercizio  dei Teatra'ndo Vai senior: saper esporre le proprie idee, faticare a cantare fino a sentirsi sudati, non mollare le proprie doti nel rispetto della creatività altrui, fare gruppo senza pestare gli altri con la voce, giocare con le emozioni ed i vari colpi di genio che spuntano spontanei.

Istmo


Nelle mie vene scorre il sangue dei Morvillo, Nastasi, Spadaro, Giannetto, Bicchieri. Operai, contadini, artisti, magistrati, amanti del fai da te, ingegneri,venditori ambulanti, impiegati statali e para statali, servitori dello Stato, imprenditori che hanno perso le loro fabbriche (bottoni, ceramiche), una sarta, un vigile del fuoco, un perito informatico. Ogni volta che la mia terra chiama per interrogarmi sul mio senso civico rispondo. Non mi hanno visto per Pasqua, mi vedranno per le elezioni del Sindaco di Messina. Se oggi mi chiedete chi è il mio Sindaco vi rispondo senza indugio Romano Franchi, il Sindaco di Marzabotto. Qui per ora la mia vita sociale ha un suo cuore pulsante. Qui sono tornata a costruire, sperare, condividere grazie alla fiducia di tanti che, con il loro supporto, esempio o le osservazioni al vetriolo, mi hanno riattivato una parte delle energie che pensavo ormai chiuse insieme a quella porta di metallo grigia come il cuore di chi la chiudeva alle mie spalle. Nelle mie ossa la stessa impronta della frase più celebre di tutto il Gattopardo "Tutto cambia affinché nulla cambi".