Spostati, sto viaggiando

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Fra spostamento e viaggio la differenza si veste delle azioni da portare a termine, mentre è la disposizione d'animo nei confronti del "da farsi" che ne delinea i contorni. Quando l'area di competenza del mio lavoro comprendeva quasi tutta la regione Emilia Romagna mi è capitato, osservando le espressioni degli involontari compagni di coda, di distinguere nettamente la differenza di tensione fra chi percorreva quell'itinerario per lavoro e chi per svago.

Dai sottotitoli ai titoli di coda

Una delle cose che più apprezzo della produzione artistica attoriale italiana è il doppiaggio. Ci evita un mare di fatica, permettendo di imparare a memoria interi film. In molte altre parti del mondo, ed in tutti quei casi in cui vediamo un film in anteprima, ci occorre avvalerci dei sottotitoli. Mentre maneggiavo questa evidenza mi si è aperta una altra finestra, come i combo in tv per seguire due eventi contemporaneamente.
In passato ho avuto amicizie e relazioni in cui continuavo a sforzarmi di capire e di farmi intendere dal mio interlocutore. Una fatica immane.

Fugace

Posizionarmi sotto vento e consentire a quel profumo di sovrascrivere dentro tutto il carnet delle emozioni. Vento complice e malandrino, sollievo dal calore, tradimento per la percezione, gonfi le mie vele di terra annullando le direzioni. Al mare il tuo sentiero conduce, dal mare quel profumo mi cattura, in mare so di poterti abbracciare ancora.

Cartolina dalle Lettere

Tutte le lettere dell'alfabeto si spintonano, vogliono esserci. Antichi e sconosciuti caratteri ed ideogrammi rumoreggiano fra i filamenti della doppia elica. Ciascuno col suo verso, delineato dal proprio segno. Fremono in attesa di essere impressi, espressi, catapultati dal cuore in aria.  Alcune  lettere si consorziano per essere scelte come parole già pronte, fornite di senso compiuto, ma un attimo dopo tornano al loro primordiale scompiglio. Nessuna parola, nella sua carica etimologica, si sente al fine in grado di tratteggiare l'infinito che i miei occhi raccolgono. Un micro vortice genera il cucchiaino nel mare bruno d'arabica, un tornado fra le lettere ed i brividi. Una tua carezza, le lettere si acquietano in ordine sparso. I segni di interpunzione vigilano sulla bocca, per sbarrare l'uscita delle lettere furfanti, che davanti al tuo "cosa pensi?" compongano un imbarazzato e menzognero "niente", che fa fiammeggiare le altre lettere escluse dal dono di presentarsi  al tuo cospetto. Deglutisco il fruscio che crea la loro cartolina. Delegano alcune lettere per farmi giungere  il loro corale: "lascia parlare i sensi".   

7 parole

Era un BOSCO, fitto, dove la LUCE dolcemente accarezzava le foglie filtrando appena. Nella parte più intensa una CASA con una porta di quelle in legno antico e massiccio, con un battiporta e senza maniglia. Non ci sono serrature, ne fatica per entrare. A fare  da accoglienza alla porta una FATA allegra e frizzante insieme a tante altre fate, ed allora veniva da chiedere ma voi che fate? Fra un battito d'ali e l'altro risposero: facciamo quello che voi umani avete dimenticato, parliamo al SEME quando è sotto la terra in attesa della sua trasformazione. Gli ricordiamo che dentro di se ha tutto il potenziale per essere quel che già è nella suo formato compatto.