Cerrar ciclos

Chiudere un ciclo. Così al primo sguardo superficiale mi viene in mente la bicicletta Graziella che richiudibile era tanto comoda da infilare nella vecchia FIAT 600 di famiglia e andare a farsi un giro alla villa Mazzini (Messina), alla passeggiata al mare nei pressi della Fiera, nei giardinetti vicino al Museo Nazionale (Messina).
Godendomi la profondità di questa frase ne sento tutta la pervasiva forza in un filamento sottile. Zafferano in pistilli per il gusto e la rarità. Ne percepisco la forma circolare che non continua su se stessa il giro. Distribuisce omogeneamente tutte le forze spese per arrivare da punto A a punto A fino ad apparire circolare. 
Tornare a Piacenza dopo otto anni per lavoro mi fa guardare a questo aspetto.
Staziona fra lo stomaco e la base dei polmoni quella velata paura di lasciare qualcosa che conosco per altro che in fin dei conti è ignoto. 
Se avesse voce direbbe "lasciami provare ancora, sarà la volta buona".

il 14 porta bene

Oggi ci si sveglia per non farsi calpestare, oggi si spengono le luci per ricordarci che lo spreco consuma risorse che non tornano, oggi con quel che vi pare celebriamo la gioia della forza che muove il mondo, l'Amore. Ho il cuore contento, vedo i post degli amici single e ricordo che per il 14 febbraio preparavo delle monoporzioni di torta al cioccolato e facevo il giro degli amici a cui dire "ti voglio bene".
Abbiamo bisogno di riti, di date in cui poter far ricorrere gli avvenimenti, per festeggiare, per ricordare. 

Credo

Credo in quelle cose troppo belle per essere vere, troppo facili per funzionare, come chiedere aiuto e dire grazie lasciando luccicare gli occhi. Credo che sia per un innesco virtuoso che sono circondata da persone meravigliose. Credo che il controllo su tutto sia impossibile e che quando mi lascio fluire, accetto il mio istinto che esorta "molla la presa", è quello il momento in cui fioccano le risorse inattese.
Credo che ogni volta in cui non mi ascolto, dalla strada da prendere al silenzio da dedicarmi, mi ritrovo come esito un disastro di portata variabile e lì ammettere a me stessa che ho avuto paura.

Tante cartoline e pochi bagagli

"Non mi fare salire sul palco". Come premessa per una donna che inizia un corso di teatro è più che insolita. In Teatra'ndo Vai puoi cominciare anche così, con l'esplicita richiesta di non esibirti. Per me lo spettacolo è meno importante della persona e nel concentrato delle nostre quattro regole (pensate, amate, pregate e lavorate tutta una vita) persone come Daniela Giordano (nella foto) trovano una complice di trame letterarie e sintonia con Daniela Soprani, un giornalista che segue Teatra'ndo Vai scrive di noi su Bologna Planet e grazie a Dora Carapellese abbiamo il nostro primo Comunicato Stampa.

Last Calendar's Page

Nessun ieri da rinnegare, ormai è stato e magari ho imparato, nessun futuro a cui rimandare la mia felicità, in questo presente palpito di coraggio e tenerezza. Lo ammetto sono incapace di marchiare il 2013 come un "annodimmerda" come sto vedendo fare a tanti.  L'ultimo mese mi ha rasoiato l'anima (cit Alle Vivaldo) con il mio personale 11 settembre, quella data che sconvolge la vita e nulla sarà più lo stesso. In cuore ho un tumulto di gratitudine. Per quell'Amore che cambia forma e per questo non mi stancherà, per tutti gli altri amori e amanti datevi una mossa che siete tanti.