Un sacchetto per viaggiare

Tanto tempo fa in un bosco c'era una casa. Questo bosco era così fitto che non passava la luce. In quella casa abitava una famiglia ed il ragazzo, cresciuto lì, come il resto della famiglia non distingueva il giorno dalla notte. Così aveva imparato a giocare con le civette e con i lupi, con gli animali del giorno e della notte. Un giorno venne a trovarli una vecchina. Voleva parlare proprio con il ragazzo. "Ho saputo che tu sei amico degli animali del giorno e della notte ed allora sono venuta a portarti un regalo. Questo sacchetto di polvere magica. Quando tu soffierai un po' di polvere addosso alle persone che incontri, con le quali stai parlando, scoprirai cosa pensano veramente". E così il ragazzo prese il sacchetto, salutò i genitori e decise di partire per un anno a conoscere cosa altro ci fosse oltre il loro bosco.

Retino per l'effetto farfalla

Tutto va sempre e solo storto, un post dopo l'altro nelle pagine dei social fra link depressi e strappalacrime, fatti in cronaca che ben poco hanno a che vedere con il rimboccarsi le maniche ed essere i copiloti del proprio destino, telefonate fiume sul come ancora una volta integerrimi professionisti si comportano come strafottenti aguzzini, il consueto PIOVE Governo Tecnico, la crisi mondiale ed un nuovo nemico che ostacola la globale felicità, la fortuna è cieca  la sfiga ci vede benissimo e via di questo passo. Parole infilate in sequenza somiglianti al rullo news delle prime ore della mattina. Rallento il mio viaggio, scelgo un panorama campestre e lascio decantare tutto questo che mi suona fuori sincrono.

Caduta libera

Poche cose da rifinire per la prima di sabato 12 su tutto ho bisogno che il team senior si fidi di me. Alcune sono arrivate da poco, non con tutti c'è una confidenza profonda e, per il ritmo da sostenere, devo scalfire la superficie. Dovevo eliminare ogni margine di equivoco in poco tempo. Nelle relazioni di coppia capita di accusarsi a vicenda di mancato affidamento,  indicandosi a vicenda come il sottrattore di fiducia: "Tu non ti fidi di me". Così ho ribaltato la mia posizione in 2 esercizi di fiducia (chiudere gli occhi e lasciarsi toccare; cadere in tutte le direzioni ad occhi chiusi e senza muovere i piedi) così  sono stata io a cadere fra le loro braccia.

Perle

Perle cresciute dentro gemme cariche di acqua e preziosa storia. Perle che affiorano al mondo rotolando silenziose. Perle che non a tutti si concedono scrollando il loro fiume fra i ciottoli,  ridendo allegramente al solletico del vento. Da un corpo estraneo da espellere, prepotente nel suo dolore, arcigna persistenza  la perla ti avvolge in se per portati via. Di madreperla rivesti le azioni, in perle distillata da quel cuore morbido accerchiato di paura. Ti vedo generarti, timida e con forza millenaria pronta a far pulizia pur lasciando una traccia di rosso stridore dal punto in cui ti stacchi. Perla, amata perla.  Chissà perché il mondo si ostina a  chiamati lacrima

Graffi di Empatia

Graffiami la pelle, incidi sulla mia carne la tua presenza. Compagnia di viaggio, amica Empatia, mentre traduci quel che di intimo riconosco in me nelle vite altrui. Disegni il tuo itinerario cambiandomi i colori in rosse sottili linee. Sbucciarmi le ginocchia era roba da ridere, tu empatia sei affilata e precisa, cauterizzi la ferita, lasciando il segno ancora caldo. Senza la tua presenza non riconoscerei  il mio stesso nome, mi risulterebbe d'improvviso appartenente ad un altro corpo, una altra storia, un altro sogno.