Rosa e Menta

Due dei profumi intensi che mi dan il buongiorno ed il bentornata a casa. Non un vero giardino, un pratino spontaneo che ho solcato con le gomme dell'auto. C'è del verde che non curo, un pergolato di uva che presto crescerà creando dell'ombra, non per merito mio. Nulla nel verde davanti alla mia porta è merito mio. Ci sono delle rose, degli iris e tanta profumatissima menta. Lei mi saluta appena le passo vicino, si lascia staccare senza opporre resistenza ed infilare nel bocchettone dell'aria dentro la macchina. Chissà perché una cosa così bella ha la stessa trascrizione dell'imperativo di seconda persona plurale del verbo mentire. Eppure non è affatto bugiarda. Lei le sue foglie larghe, quella promessa mantenuta di freschezza, autentica e fedele a se stessa.
Non malva curativa, non basilico da pestare solo menta. La tengo lì fra i denti, lei che per prima vince il gelo delle nevicate ed orgogliosa dice "sono ancora qua!" infestante e resistente alla mia indifferenza botanica. La ammiro, cara pianta che tutti i passanti del mio giardino affascina e saluta. Ed anche se viene brutalmente saccheggiata, foglia dopo foglia ricostruisce più rigoglioso il suo spazio mentre le rose lì vicino la stanno a guardare, cedendo i loro petali dopo il ciclo del nascere e sbocciare.

Un ellisse, due fuochi, tre saggi, quattro regole.

Sopra la nuova posizione del divano c'è una cornice: la locandina del primo saggio di Teatra'ndo vai dove tutt'intorno ho incollato dei bigliettini che ciascuno di loro ha scritto per me consegnandoli alla fine di "finto brutale col dado". Quando una emozione è molto forte vado in catatonia. Non sorrido, non piango, mi congelo. Un paradosso per essere proprio io la maestra che li guida ad approfondire ed abbracciare anche le loro emozioni meno piacevoli da trattenere. Cominciammo Il 26 aprile 2010 come beta test ed M. aveva solo 2 personaggi (il gay e l'urlatore), E.P. solo 2 emozioni (sommessamente arrabbiata e la coccolona), L. se interpretava il ruolo della madre era solo una furiosa bastonatrice, D. appena possibile si aggregava al casinista disponibile, G. con scarsa capacità di ascolto metteva il muso subito, E. taciturno terrorizzato dalla forza delle sue emozioni violente, ecc.

Cristalli di Ametista

Tante volte i conti non tornano, la sensazione dai toni più accesi asserisce che la vita ripaga con moneta falsa tutti i nostri sforzi mentre chi fa degli altri l'uso irrispettoso dello zerbino, non si cura affatto di prenderne coscienza. Cercando cosa è andato storto, dove abbiamo fatto male per meritarci un ritorno così maleodorante, ti invito a visualizzare una panchina in un parco con grandi alberi, siediti e cedi alle loro foglie le tue tossine. Solo degli occhi limpidi si accorgono dei vetri appannati.

Non dar soddisfazione

Fra i buoni consigli offerti da chi non può dar fulgido cattivo esempio (cit De Andrè), non dare soddisfazione è quello che più appartiene alla tradizione da cui provengo ed anche il suggerimento che più mi snatura. Non dar soddisfazione non lo dire che per te è un perfetto cretino capace solo di battute volgari e con poca fantasia, non ha chiesto il tuo parere artistico. Non  dare soddisfazione, a cosa ti serve scoprirti il fianco a farsì che sappia che ti mancano i suoi baci, cosa se ne fa delle tue apnee emotive, sii superiore ai tuoi stessi sensi. Non dar soddisfazione. Tanto non torna indietro di un passo.

Color y Luz

I maestri imprimono sulla tela le suggestioni dei colori,
 morbidamente panneggiano il duro marmo.
I colori dell'arcobaleno sono la tavolozza giusta 
per dipingere un po' di luce 
attraverso il cielo che stai guardando.
Intingo il dito e disegno il tuo profilo
fra le nuvole e le stelle.
(In Foto il quartiere dove sono nata)