Come si fa ad avere la pelle in fiamme
senza alcun eritema
sentirsi calda quando rilevo 8 °C.
Inalare l'aria che solletica di menta la consistenza,
insieme al brivido ricorrente
ogni volta che guardo la linea delle sue labbra.
Come si fa a sentire il tempo dilatato ed inconsistente
mentre le scadenze mi ricorrono.
Come si fa a staccare la testa
sempre pronta a cercare le parole
per descrivere quel che non le usa per esistere
e dialoga incessantemente fra respiro e sensi.
L'errore non esiste
Appena pronunciata la prima regola di Teatra'ndo vai, genera in quasi tutti gli interlocutori una espressione perplessa, ebete o attonita.
Ebbene sì, l'errore non esiste.
Fondamentale fin dall'inizio, togliere di mezzo il senso di inadeguatezza, la paura di sbagliare, il senso di colpa che paralizza l'iniziativa.
Non possiamo essere in errore, stiamo imparando!
Quante volte nell'imparare a camminare siamo finiti per terra col sedere? Le abbiamo contate? Ci sono state rinfacciate? Mi piace restituire l'infantile coraggio di chi sta imparando a vivere, a conoscersi e conoscere ciò che, all'apparenza, è solo teatro.
È sempre una questione di luce
Medesimo il colore dell'iride
su cui rimane impresso il tuo profilo.
Ben poco nei somi è cambiato
ancor meno nell'abbigliamento che accarezza il corpo
in cui affondando i miei pensieri.
Forse i capelli, non di certo il sorriso.
su cui rimane impresso il tuo profilo.
Ben poco nei somi è cambiato
ancor meno nell'abbigliamento che accarezza il corpo
in cui affondando i miei pensieri.
Forse i capelli, non di certo il sorriso.
Tutto al contrario
Da sempre scambiano mia sorella per mia madre.
Nata al mare sto tanto bene in montagna.
Cresciuta in una città indisciplinata
non sono mai stata in grado di far manovra senza allacciare le cinture.
Spettro e ricatto nell'esser "figlia lontana"
e non vi è traccia della mia esistenza nella casa materna.
Sono enorme ed ingombrante nella totale invisibilità.
Armeggio con il dizionario compiendo acrobazie lessicali
ed una sola delle sue parole mi rende muta.
Nata al mare sto tanto bene in montagna.
Cresciuta in una città indisciplinata
non sono mai stata in grado di far manovra senza allacciare le cinture.
Spettro e ricatto nell'esser "figlia lontana"
e non vi è traccia della mia esistenza nella casa materna.
Sono enorme ed ingombrante nella totale invisibilità.
Armeggio con il dizionario compiendo acrobazie lessicali
ed una sola delle sue parole mi rende muta.
Danzano le mani
Danzano le mani dai polpastrelli al polso
libere ed intrecciate sulla linea della vita
raccontano l’un l’altra che non è finita.
I dorsi scivolando, fra i palmi la saggezza
non più in là del viso si slancia una carezza.
Un ritmo in levare accelera la danza
passione ed allegria impregnano la stanza.
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